Chi siamo
Il Laboratorio persegue il compito di significare/risignificare il nesso epidemiologia-diritto. L'EdC - Epidemiologia di Cittadinanza - valorizza i dati epidemiologici (salute/malattia; bisogni primari soddisfatti/non soddisfatti; condizioni patologiche/condizioni sociali; ecc.) come indicatori del riconoscimento effettivo di diritti soggettivi e/o comunitari, ovvero come premessa per attivare policies efficaci rispetto all'esito dichiarato/atteso. L'EdC - ha il compito di rendere visibili le persone e le popolazioni nei loro corpi, nei diversi sottosistemi amministrativi-istituzionali da cui vengono "trattati", nei contesti socio geografici da essi abitati, affinché la capacità descrittiva-rivelatrice propria dell'epidemiologia sia ricondotta , nel linguaggio e nelle indicazioni operative, a categorie di diritto, con un rilettura dei risultati in termini di violazioni, evitabilità, identificazione di persone, popolazioni, bisogni ben localizzabili, al fine di costruire progettualità capaci e coerenti di cambiamento.
Il Laboratorio è un progetto. L'ipotesi di lavoro di LEC è collegiale e plurale. Coloro che ne fanno parte provengono da e rappresentano storie, culture, metodologie diverse: medico-sanitarie, sociologiche, economiche, organizzativo-gestionali, giuridiche. Comune è l'interrogativo su che cosa rimane escluso/chiede di essere preso in considerazione: quando si parla e si lavora sul rapporto salute-malattia; o quando si immaginano, propongono, realizzano modelli di organizzazione dei servizi; o quando dichiariamo di lavorare per e su persone e popolazioni e ci troviamo a usare linguaggi che definiscono recinti, separazioni, gerarchie, regole del gioco; o, ancora, quando interrogandoci sulla "scientificità/legittimità" delle metodologie e dei risultati, ci si misura con un rigore disciplinare di per se inadeguato. Constatazioni non originali, ma prese sul serio, provando a fare l'asse portante ed il motivo di esistere di un laboratorio dove le "forme"sono il prodotto di progetti che variano in funzione degli obiettivi, e non il risultato di regole che obbediscono anzitutto a se stesse.
L'Epidemiologia di Cittadinanza è un lessico generativo. Una "cassetta degli attrezzi con cui si realizzano nuovi attrezzi", fatta da lemmi/programmi di ricerca quali: autonomia/dipendenza,abbandono- contenimento / continuità, globale/ universale, bisogno-diritto-risposta/ domanda-convenienza-beneficenza-offerta, efficacia clinica/efficacia epidemiologica, uguaglianza/disuguaglianza. I tre pilastri della ricerca del Lec sono epidemiologia, cittadinanza, welfare.
L'integrazione socio-sanitaria è l'area prioritaria, non unica, del LEC. Nel quadro del "welfare che cambia" è il "contesto" che assume in sé le contraddizioni della sanità e quelle del socio-assistenziale. E' luogo operativo, economico, istituzionale, culturale e normativo di trasformazione/evoluzione/involuzione dei diritti costituzionalmente sanciti, della cittadinanza sociale. Area di confine ma anche area in crescita, quantitativamente e qualitativamente, per i fenomeni oramai da tutti conosciuti: invecchiamento della popolazione, stretta correlazione tra malattia e povertà/impoverimento, aumento delle disuguaglianze, fragilizzazione e solitudine delle famiglie con crescente difficoltà di prendersi cura in modo adeguato della cronicità, divaricazione nel riconoscimento del lavoro di cura (le differenze contrattuali tra sanità, enti locali, cooperazione sociale, contrattualistica privata, lavoro irregolare), presenza differenziata a livello regionale del privato speculativo; mancanza della determinazione dei livelli essenziali assistenziali e problematicità-inadeguatezza di quelli sanitari; mancanza di sistemi efficaci di misurazione del rapporto costo/qualità delle prestazioni erogate; forti differenze nei sistemi regionali, in particolare sui modelli gestionali e sulle competenze istituzionali.


